Notizie   a cura dello Sportello Informa Handicap di San Vincenzo

 

Giugno-Luglio 2009                                    

 

v     Questo numero e’ dedicato interamente a notizie di carattere locale concernente la stesura in corso del  Piano Integrato Salute (PIS) presso la Società della Salute (Sds) della Val di Cornia

v     Quanto sotto riportato e’ tratto dalla Statuto e dai verbali delle riunioni svolte presso la sede in Via Fiume a Piombino

 

COSA E’ LA SOCIETA’ DELLA SALUTE VAL DI CORNIA

La Società  della Salute e’ un Consorzio  costituito il 18 Agosto del 2000 ea i Comuni di Piombino, Campiglia M.ma, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta, Monteverdi M.mo e l’Azienda U.S.L. 6 di Livorno 

La Società della Salute (denominata in breve Sds) ha la natura giuridica di un consorzio pubblico, dotato di personalità giuridica pubblica e autonomia gestionale

La Sds della Zona Val di Cornia è una unione di soggetti che a diverso livello costituiscono, attraverso la sottoscrizione di un Contratto Societario (Convenzione) ed un Contratto Sociale (Patti Territoriali) con le rappresentanze del Volontariato, del Terzo Settore ed altre parti sociali

 

OBIETTIVI INDICATI NELLO STATUTO

-          La garanzia di accesso e l’equità dei servizi offerti

-          La condivisione di obiettivi di salute

-          Il governo della domanda

-          Il coinvolgimento di nuovi soggetti

-          L’integrazione fra pubblico e privato

-          Il coinvolgimentodelle comunità locali

-          La garanzia di qualità e appropriatezza dei servizi

-          Il controllo e la definizione dei costi

-          Lo sviluppo della imprenditorialità no-profit

 

PARTECIPAZIONE

La Sds opera al fine di consentire il massimo di partecipazione dei soggetti a vario titolo coinvolti in ambito socio-sanitario

Sono istituite: Consulta del Terzo settore, Consulta della Medicina di base, Comitato di partecipazione Tavolo di concertazione sindacale

 

CHI PARTECIPA ALLA CONSULTA DEL TERZO SETTORE

Organizzazioni del volontariato e del terzo settore presenti nella Zona Val di Cornia operanti in campo sociale e sanitario

 

COSA E’ IL COMITATO DI PARTECIPAZIONE

E’ un’organismo di rappresentanza dei cittadini-utenti e delle istanze della comunità locale. E’ composto da membri nominati dalla Giunta della Sds tra i rappresentanti dei enti o associazioni che rappresentano l’utenza che usufruisce dei servizi, tra i rappresentanti di enti o associaizoni di rappresentanza o tutela e tra i rappresentanti delle OrganizzazioniSindacali Confederali, di categoria e dei pensionati. Gli enti o associazioni che ne fanno parte non possono essere erogatori di prestazioni in campo sociale o sanitario

 

GRUPPI DI LAVORO

Alla fine di esercitare il diritto alla partecipazione nella formulazione dei Pis sono stati formati dei gruppi di lavoro ai quali partecipano i vari membri delle Consulte e del Comitato di Partecipazione

Qui di seguito e’ riportata una sintesi degli argomenti e delle proposte relativi al gruppo disabilità attraverso una rielaborazione dei verbali ufficiali redatti a seguito di ogni riunione

 

GRUPPO DISABILITA’ istituito nell’ambito della Societa’ della Salute Val di Cornia

Sintesi delle discussioni e delle proposte presentate nel corso delle riunioni del 13 Maggio, 28 Maggio 10 Giugno, 29 Giugno 2009

 

RAPPRESENTANTI ASSOCIAZIONISMO (Fedi, Balducci, Guarna, Santucci, Bartolini, Gabriella Borromeo, Noto, Rinaldi, Morelli Roberta Lancioni, Sforzi,Basso, Baldocchi), TERZO SETTORE (Astorino, Santucci), MEDICI DI FAMIGLIA (Dr. Fossi), ASL (Dr. Malagrinò, Dott.ssa Catalucci, Beccari), SCUOLA(Ins. Chiavaroli, Filoni,Lippi)

Riflessioni

è necessario partire dall’esistente per costruire, quindi fare una disamina della realtà del territorio e poi partire con le proposte

Famiglie e persone con disabilita’

c'è resistenza a volte da parte delle famiglie a mettersi in gioco. A volte entrano nell'associazione e subito dopo spariscono. Ma il problema della partecipazione attiva è un po' ovunque

 

non è un problema che si può trascurare questo della partecipazione, specialmente in alcuni ambiti...per es. Adesso che c'è questo percorso del dopo di noi cercare il modo per coinvolgere le famiglie è più che mai importante e necessario.

 

la famiglia dovrebbe essere presa in carico dai servizi insieme al proprio figlio e crescere con lui/lei....

 

Altra considerazione importante da fare è relativa alle informazioni che  talvolta non   vengono trasmesse correttamente: sarebbe ad esempio interessante che i medici di famiglia avessero come riferimento l'elenco e gli indirizzi delle associazioni per la tutela del cittadino disabile, anziano, minore ecc. esistenti sul territorio.     

Lavoro

il problema principale nella nostra zona è quello di creare opportunità di lavoro per disabili

 

il problema lavoro vale per tutte le persone non solo per quelli appartenenti alla categoria dei “disabili fisici

 

preoccupazione che da qualche tempo c’è tra le famiglie dei “ragazzi” che frequentano la stamperia a Piombino, ovvero che questo servizio possa essere chiuso

 

il servizio stamperia  non verrà chiuso ma “riconvertito” si attende nuovo progetto Intanto viene incrementato il servizio della Biblioteca itinerante

 

Esiste una  esperienza denominata “Pensami adulto”, la quale prevede una serie di azioni messe in atto per far si che la “comunità” consideri le persone disabili alla stregua di qualunque altro adulto soprattutto nel rivolgersi ad esse correttamente e non come se fossero “eterni bambini”.

 

Barriere architettoniche

 

Si ravvisa la necessità di creare un coordinamento delle associazioni del territorio proprio per mettere sul tavolo le necessità di tutti ed anche per coordinare a livello territoriale il problema della presenza delle barriere architettoniche in tutti i Comuni

Scuola

Non bisogna abbassare la guardia per quanto riguarda la scuola, in quanto i cambiamenti previsti per il prossimo anno scolastico (insegnante unico, ecc.) porteranno di sicuro conseguenze negative soprattutto per i bambini con disabilità……

 

Criticita’ e problematiche

a) problema odontoiatria (quando c'è il problema dell'anestesia per disabili con esigenze particolari)

b) Problemi relativi alla riabilitazione di Campiglia

mancanza di docce per chi fa terapia in esterno lunghezza dei tempi per la prescrizione protesi fisiatra e collaudi

c)disagio rispetto al dosaggio antiepilettico (prelievo a Villamarina che non ha il reagente e la famiglia deve andare a portarlo a Pisa)

d) mancanza di figure specialistiche sul territorio (Neuropsichiatra + Neuropsicomotricista + psicologa...)

e) preoccupazione sul problema della continuità didattica con i cambiamenti che ci saranno a partire dal prossimo anno scolastico.....

f) diversificazione delle attività del Centro Diurno Carsal in funzione di nuovi inserimenti per persone con minor gravità.

g) ampliamento dei progetti del tempo libero con estensione ad altre fasce di disabilità quale quella motoria

PROPOSTE CONCRETE DA SVILUPPARE IN AZIONI nel Piano Integrato Salute / Val di Cornia

 

1)      Barriere architerroniche: Si propone uno studio approfondito del problema delle barriere architettoniche in tutta la Val di Cornia (a livello di ogni Comune); c'è però l'esigenza di coordinare i vari procedimenti comunali (che sono diversi tra loro).

Impegno a portare avanti il discorso dell’abbattimento delle barriere architettoniche, in particolare interessandosi presso il Comune di Campiglia Marittima.

2)      Informazione:

a)      creare un sito Internet che sia in grado di informare costantemente i cittadini che vogliono accedere su tutto quello che concerne la Societa’ della Salute e la disabilita’

b)      creare anche un opuscolo informativo da diffondere sul territorio presso tutte le possibili agenzie (del pubblico e del privato sociale…), comprese le scuole, i comuni, i presidi dell’Asl, le cooperative sociali.

3)      Formazione/informazione e cultura: Si propone (da parte dell'associazione “In viaggio con noi”):

a)      diffusione del metodo “Pedagogia dei genitori” (da far conoscere ad operatori e ad altre famiglie);

b)       richiesta e condivisione di fare un Convegno di una giornata su questo tema proposto dall'ente locale, e, collegati a questo, anche momenti di formazione per gli operatori socio-sanitari. Ci sarebbe un altro punto: “Pensami adulto”, che ha come scopo quello di far considerare la persona disabile, quando ha l'età adatta, un adulto e non un bambino.  È necessario diffondere questa cultura, in una sorta di lotta allo stigma.

4)      Famiglie Si propone l’avvio di un percorso capillare per diffondere il concetto del “sempre con noi”/”dopo di noi”.

 

 

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N.B.

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